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giovedì 3 luglio 2025

Dal blog di Sebastiano Alicata

 




Sembra scritto apposta per gli hikikomori 

...

È stato aperto un fascicolo per crollo colposo sul collasso dell’insegna “Generali” — alta ben 15 metri e pesante diverse tonnellate — che qualche giorno fa si è afflosciata sulla cima della Torre Hadid (alta 192 metri), uno dei grattacieli simbolo di CityLife, l’avveniristico quartiere residenziale e commerciale di Milano progettato dalle archistar Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid.
Uno di quei posti dove, almeno in apparenza, nulla può andare storto. Dove tutto punta verso l’alto. Dove si lavora senza sosta e si vive con l’idea che tutto sia possibile, che ogni limite sia solo un’opportunità da superare.
E invece, eccola lì: un’insegna che cede. Che si piega. Che sembra dire, involontariamente, che anche un certo tipo di ideologia ha i suoi momenti di stanchezza.
Questo cedimento strutturale, che non ha nulla a che vedere con il caldo come inizialmente qualcuno ha voluto far credere (nessuna struttura in acciaio si affloscia con 38-40 gradi) rappresenta un’immagine potentemente simbolica ed emblematica: il marchio di un colosso della finanza issato in cima a un monumento dell’architettura contemporanea ossessionata dall’altezza che, per un attimo, perde la sua forma. E forse anche un po’ della sua aura.
È un’immagine che colpisce, come certi cartelli non scritti che la realtà ci mostra ogni tanto.
Perché, a ben guardare, i segnali ci sono tutti.
Ed io ci leggo questo:
Ovunque, qualcosa ci sta dicendo di rallentare.
Di fermarci.
Di respirare.
Di smettere di pensare che l’unica direzione possibile sia “più in alto, più veloce, più grande”.
Rallentare è un gesto controcorrente.
È scegliere di ascoltarsi quando tutto ti spinge a ignorarti. È fermarsi, respirare, sottrarsi per un attimo al rumore, alla fretta, al lavoro, alla gara.
È tornare a vivere a misura d’uomo, non di profitto.
Perché chi rallenta non si arrende: si salva.
Chi rallenta non perde tempo: lo ritrova.
Chi rallenta non fugge: sceglie consapevolmente dove mettere il piede, e dove no.
Rallentare non è un difetto, è un atto di forza silenziosa. È la lezione che il tempo — e forse anche certe immagini come questa — cercano da tempo di darci.
E noi, finalmente, possiamo decidere se continuare a tirare la corda o imparare a lasciarla un po’ andare, prima che si spezzi.
Sebastiano Alicata

Eh… L'espressione "Fermate il mondo, voglio scendere" è una frase celebre, diventata popolare grazie al film omonimo con Lando Buzzanca e a uno spot pubblicitario della Cynar. Il significato di questa frase, in generale, è che la persona che la pronuncia si sente sopraffatta dagli eventi, dalla frenesia della vita moderna e desidera una pausa o un cambiamento radicale. È un'espressione di frustrazione e desiderio di disconnessione da un mondo percepito come troppo caotico e veloce.
Fabio


LA POTENZA DEGLI SCACCHI

 




C'è un ragazzo fantastico che adesso ha 13 anni, che è stato strattonato da un insegnante quando era alle elementari, ha iniziato l'homeschooling ed è sempre stato promosso perchè è intelligentissimo.

 Il mese scorso ha fatto l'esame di terza media in una scuola che lo ha proprio preso a cuore ed è stato aiutato per quanto riguarda l'approccio alla struttura e ai compagni. Il problema dei nostri ragazzi è il giudizio

 Ha fatto un servizio giornalistico, è stato riconosciuto e "preso in giro" ma non si è arreso.

 Ieri sera ha avuto una idea spettacolare. Mamma .. che ne dici se andiamo con gli scacchi sulla piazza del paese e giochiamo con chi vuole giocare con noi? Così con un cartellone su una panchina di un giardino, si è appostato, vicino ad una piazza piena di gente . Prima si è avvicinato un ragazzo, poi un altro e si è creato un bel gruppo.. io non so voi.. io sono in lacrime.. di gioia


I commenti

Tanta rabbia per quello che ha passato ma anche tante lacrime di gioia perchè nonostante tutto non si lascia calpestare e non perde la fiducia in se stesso. Piccolo grande uomo.. vola! 

Quanta profondità, sensibilità e delicatezza ha questo ragazzo. Praticamente ho pianto. Puo' essere materiale per un libro o un film. Soprattutto è materiale per i professionisti: psicologi e psico terapeuti. Ha provato a spiegare tanto amore e tanto dolore con la stessa delicatezza. Grande!



martedì 1 luglio 2025

Naturalmente Animali


 E noi lo sapevamo che i nostri ragazzi non avrebbero mai finito di stupirci, ma questa idea di Maria Letizia di dare la costruzione del suo sito a un ragazzo fantastico, ci riempie di gioia doppia 





Vai con i pelosetti, la miglior terapia del mondo

naturalmenteanimali.com



domenica 16 giugno 2024

ZERO ASPETTATIVE !

 




Da un papà del Lazio

Per raccontarvi…
Oggi per A. era giornata no, dovevamo fare cose insieme, ma non era giornata. Nel pomeriggio, ho chiesto se mi accompagnava a fare la spesa, ma lui mi ha detto, con tristezza, no papà, oggi giornata no! Ho risposto di non preoccuparsi per me, lo capivo bene, e sono andato tranquillamente a fare la spesa. Al mio ritorno lui era propositivo, ha preso la legna ed ha acceso il barbecue! Questo è successo perché io non sono rimasto deluso, ma ho accettato e compreso che lui non se la sentiva! Questo è quello che dobbiamo fare, essere dalla loro parte, specialmente quando le cose non vanno, come chiunque abbia un posto nel ns cuore. E di questo devo ringraziare sicuramente Lina, ma anche tutti voi perché, da quando mi avete accolto, sono tornato me stesso! E questo scusate ma… non ha prezzo!


TEMPO DI ESAMI

 

Per la sezione ospiti ecco una mamma del centro Italia 




 A noi è successa una cosa meravigliosa, e lo dico piano perché ancora non ci credo... V. doveva fare gli esami da privatista... È andato a fare 2 giorni di scritti abbastanza tranquillo (ha dichiarato di aver copiato tutto da chat gpt

🫣) e poi aveva l'orale... La mattina dell'orale si è messo "a dormire" in macchina mentre il padre lo accompagnava e gli ha poi dichiarato che non sarebbe entrato. Il padre mi ha chiamato e mi ha detto "niente, non ce la fa, torniamo indietro".
Allora gli ho chiesto di passarmelo al telefono e con grande calma gli ho detto "lo comprendo bene che è molto molto difficile quello che stai facendo, è difficilissimo entrare in una scuola sconosciuta a sostenere un esame con prof sconosciuti su argomenti di cui sai poco, ma devi essere un guerriero perché dobbiamo chiudere questo obbligo scolastico, devi essere un guerriero e andare avanti, non importa se non risponderai alle loro domande, devi presentarti a loro e fare questa azione di coraggio per te stesso ". Allora lui ha dichiarato che sarebbe entrato da solo e così ha fatto. Quando è uscito era contentissimo, i prof sono stati gentili (sapevano della sua storia) e si sono anche complimentati per il suo inglese.
A prescindere dal "pezzo di carta" lui ha sperimentato una grande vittoria sulla sua paura, ha visto che da solo può farcela, e questo non ha prezzo



TRASLOCO

                                CI SIAMO TRASFERITI QUI                                                                                     ...