lunedì 28 ottobre 2024

39° puntata di Indaco di radio Erre 18






 Per la prima volta a Indaco viene intervistato un ragazzo Hikikomori: Maurizio, ventenne romano, con un lungo racconto "senza sconti" va all'origine delle ragioni che lo hanno portato a scegliere il ritiro sociale e parla senza censura delle sue convinzioni, maturate negli anni, facendo ascoltare una base musicale autoprodotta. Grazie a Fabio Busetti che, con la sua straordinaria umanità, ha reso possibile l'apertura di questo canale di comunicazione così raro. Prima di Maurizio interviene Luca Streri, di Mezzopieno, con il racconto di una storia che fa capire quanto sia importante perfino osservare un prato con occhi nuovi. A seguire Elio Benvenuti, membro comunità di pratica del progetto Neuro Diversity at work, alla vigilia dell'importante presentazione prevista per domani. Buon ascolto!

Gianluca Gobbi


Grazie a ERRE18: La Casa degli Artisti APS, e ovviamente a Gianluca Gobbi e tutta la redazione della radio, siamo riusciti a dar voce ad uno dei nostri ragazzi che, con notevole fatica, ma con grande determinazione, ha espresso il suo punto di vista sul disagio del ritiro sociale… grazie Maurizio, sei stato un vero tsunami, puntando il dito proprio sulla difficoltà di essere ascoltati!

Fabio Busetti


39° puntata di INDACO di RADIO ERRE 18 APS

Un discorso costruttivo

Noodecay


I ns ragazzi rispondono solo alla sincerità ed alla coerenza, io non ho fatto niente, sono solo me stesso. Credo invece che la riuscita di questa intervista sia, come dici tu Maja, frutto della fiducia che loro ripongono, comunque a fatica, nelle persone reali, come te. E ovviamente, anche alla straordinaria competenza e delicatezza di Gianluca, che ha saputo mettere a suo agio un ragazzo davvero coraggioso! Forza ragazzi, siamo sulla via giusta, anche se solo all’inizio!

Sto ascoltando Maurizio! È emozionante, commovente, davvero un'esperienza particolare, concordo con Rachele che voglio riascoltarlo per non perdere nulla.

Ho ascoltato Maurizio... ci vuole coraggio a mettersi in gioco cosi.  ciò che racconta mi fa pensare .... quanta sofferenza consapevole. Questa e' la cosa che più mi sbalordisce....la consapevolezza della sofferenza





giovedì 24 ottobre 2024

La narrazione in tutte le sue forme come forma di cura

 




Bellissimo meeting ad Aosta "La narrazione in tutte le sue forme come forma di cura" con Monica Gorret che ci ha citati e la ringraziamo di cuore

Forse non tutti sanno quanto è difficile la situazione in Valle con un basso numero di cittadini quasi tutti residenti nel fondo valle. In pratica quasi si conoscono tutti
Ci ha stupito anche la psichiatra, dott.ssa Anna Maria Beoni, che, a parte il neuro psichiatra infantile Alessandro Zangari, è la prima che sentiamo così malleabile e non schematica come i professionisti che di solito incontriamo
Molto bello il video di Ezio Dellosta e molto bravo è stato anche l'assessore Carlo Marzi
Complimenti a tutti!



lunedì 21 ottobre 2024

38° puntata di INDACO di radio ERRE 18




Ecco a voi la 38° puntata di Indaco con l'intervista alla psicologa Giovanna Galasso del gruppo Abele che parla del progetto "Nove e tre quarti"

38° PUNTATA DI INDACO


domenica 20 ottobre 2024

Monica Gorret al Salone ducale di Aosta




 Programma del 24 ottobre 2024

Dalle ore 16:00
Monica Gorret, autrice del libro "L'assordante rumore di una foglia che cade", affronterà il tema del silenzio e del dolore attraverso la sua opera.
Verrà proiettato il filmato fotografico "L'ospite non gradito" realizzato da Ezio Dellosta.


martedì 15 ottobre 2024

lunedì 14 ottobre 2024

UN MESSAGGIO DI AMORE

 Incontrare Monica Gorret è stata una vera "manna dal cielo"

Raramente si incontrano persone così di cuore
Lei ha preso proprio a cuore la nostra causa e infatti i nostri ragazzi li chiama "cuori"
Oltre ad aver scritto un libro meraviglioso sul ritiro sociale, ha disegnato tante piccole pietroline che ho dato ai nostri ragazzi come porta fortuna. Anzi.. le pietre sono finite e altri ragazzi chiedono se ne disegna ancora perchè si sono passati la voce
Ieri ci siamo visti a Portici di carta a Torino e mi ha dato una lettera per i genitori per spiegare quanto è importante trovare la persona che faccia da "gancio" per tirarsi fuori dalle brutte situazioni. Almeno io ho capito e apprezzato questo.
A voi cosa dice questa lettera?











giovedì 10 ottobre 2024

Un discorso costruttivo




 Fabio Busetti da qualche giorno sta parlando con un ragazzo ritirato di 20 anni

E' un ragazzo meraviglioso, molto intelligente, molto colto e ci vorrebbe lui ai convegni dove invece i cosi detti "professionisti" fanno informazione dannosa e non veritiera 

Questo ragazzo ci permette di far conoscere parte del discorso perchè pensa che puo' essere utile alle famiglie 

E' difficile essere se stessi con i propri figli, perchè hai paura di far loro del male e invece i ragazzi chiedono sincerità, anche quando la verità è molto scomoda 

E' vero, mia mamma per esempio ha troppe ansie, dovrebbe vivere la vita con più serenità. Vedi Fabio, il mondo è orribile, ma ci sono delle persone che mi hanno cambiato la vita. pensa.. già alla mia età! E se non avessi avuto queste opportunità, sarei ancora in poltrona a lamentarmi di tutto, perseguitato da quel senso di vuoto che finalmente non ho più 

L'odio è parecchio distruttivo come sentimento e spesso trovi persone piene di odio e rancore. Distruggono se stessi e cio' che hanno attorno

Tutto ha bisogno di un suo opposto per essere definito, oppure sarebbe impossibile associare una identità a tutto cio' che ci circonda. Diventerebbe tutto indistinguibile 

Io purtroppo mentalmente sono forte ma emotivamente sono molto fragile e mi spezzo facilmente. E' il mio punto debole. Sto cercando di prendere consapevolezza di questa debolezza emotiva , perchè non voglio che mi limiti troppo nella vita 

Il problema di questa società è che il male viene visto come un tabù e invece di studiarlo lo si etichetta. La polvere rimane  solo che sta sotto il tappeto e quindi più subdola e impercettibile, ma prima o poi riuscirà fuori, perchè invece di essere stata eliminata è stata semplicemente accantonata 

Fabio: pensa che alcuni "professionisti" continuano a consigliare di togliere il computer al figlio

Ragazzo: ci vogliono meno psicologi e più amici. Gli unici psicologi sono i veri amici. Io oggi ho speso una cifra blu per uno psicologo che mi ha detto che devo cucinare un piatto di pasta per mia madre . Avrei invece avuto piacere di parlare delle mie emozioni. Gli psicologi di oggi non sanno cosa significa essere flessibili. Sono tutti schematici. Io somatizzo la sofferenza emotiva in dolore fisico, ma allo psicologo non importava. Mi ha detto che non faccio niente e che dovrei trovarmi un lavoro. Io invece so che con la musica che compongo oltre ad aiutare me aiuto anche gli altri ed è un piacere parlare con te, mi sento capito 

Noodecay


Questo post ha ricevuto un sacco di commenti. Ve ne riporto alcuni 

Lo capisco questo ragazzo. Anche io somatizzo in dolore fisico il dolore emotivo

Gli psicologi invece che allegerirti ti caricano ancora di più. Ognuno di noi se vuole tornare a vivere deve dare uno scopo e un valore al suo tempo ed è un lavoro che fai da solo 

Ognuno è artefice del proprio fato. Nascondersi dietro a delle scuse, semplicemente ti condanna a essere un debole 

Vorrei che fosse mio figlio a parlare così .. (notare che queste cose le dice a Fabio e non alla madre)



Cartoline da casa mia





 La nuda verità

Ieri, 19 gennaio, è stato messo in scena per la prima volta a Salerno “Cartoline da casa mia” testo di Antonio Mocciola con l’interpretazione magistrale di Bruno Petrosino.
Lo spettacolo era incentrato sulla sindrome di Hikikomori, l’isolamento sociale nato in Giappone esteso poi a macchia d’olio in tutto il mondo.
In scena la nuda verità del protagonista, Fosco, che ripercorre ad alta voce tutta la sua vita, senza alcun espediente teatrale: il giovane è solo, nella sua stanza, parla da solo, fatta eccezione per alcune volte in cui si riferisce al suo psicologo o altri parenti. Il testo, nonostante in alcune parti risulti ricco, forse troppo, di dettagli che potrebbero essere omessi grazie alla capacità attoriale dell’interprete, restituisce a pieno sia la vita del protagonista che la sua incapacità di vivere. “Ho la mia libertà nella mia stanza”, a queste parole dette con tanta leggerezza, ossimoricamente il pubblico può sentirne la pesantezza e l’angoscia. Nonostante la regia sia stata indirizzata verso una recitazione leggera, per quanto potesse esserlo in questi termini, l’attore scandiva i momenti di racconto ai momenti di ripercorso di drammi mai superati del tutto. In scena niente, nessun oggetto, nessun mobile, nessun mezzo, nessun abito, solo la verità, la confessione di una vita mai vissuta. Luci e musica perfettamente coerenti per suscitare e far emergere nel pubblico gli stessi stati di angoscia, rabbia, ribellione e infine pace.
La pace la si trova nella chiusura di un cerchio, almeno apparente, testuale. Lo spettacolo riprende una delle cartoline scritte dal protagonista in cui finalmente si comprende il destinatario. Questo gemello, virtuale, fantomatico, inesistente o semplicemente un alter ego del protagonista che, arrendendosi alla sua condizione psicologica sussurra “O entri tu, o esco io” quasi come se si stesse abbandonando al nemico, che forse non è altro il riflesso della sua psiche.
Coinvolgente, emozionante e vero.
Chapeau
Annarita Villacaro



martedì 8 ottobre 2024

DIEGO SIRAGUSA AIUTA I RAGAZZI HIKIKOMORI

 

Riporto un post dal precedente blog poichè il precedente blog è stato stoppato su Face book 







In questo tempo di guerra in Ucraina mi capita spesso di leggere la pagina Face book di Diego Siragusa, che considero una persona molto corretta e molto preparata rispetto alla mala informazione che ci propinano i nostri media 

Mi sono azzardata a chiedere aiuto nella divulgazione del problema del ritiro sociale e Diego si è dimostrato subito pronto ad aiutare. Lo ringraziamo per questo

Sono così venuta a sapere di alcuni fatti che toccano anche la nostra associazione da vicino

Molte, troppe volte, i servizi sociali ai quali ci rivolgiamo per cercare aiuto ci condannano come "cattivi genitori"

Nel 1995 a Sagliano Micca, in provincia di Biella, 4 persone si sono suicidate perchè accusate ingiustamente di abusi sessuali a minori

Una nostra mamma, quando ancora non conosceva l'associazione, ha chiesto aiuto ai servizi sociali che invece di aiutare, l'hanno segnalata al tribunale come cattivo genitore 

Per discutere della legge "Allontanamento zero" ci sarà un meeting il prossimo 13 novembre 2022 a Druento (TO)

Siamo contenti di aver conosciuto Salvatore, il responsabile di UNITI PER I BAMBINI e ci ritroviamo in molte esperienze della loro associazione 


Il dramma della famiglia suicida di Sagliano approda su Il Fatto Quotidiano

Convegno "Siamo Famiglia" Intervento Diego Siragusa Scrittore, Saggista, Blogger

Comitato Uniti per i Bambini



TRASLOCO

                                CI SIAMO TRASFERITI QUI                                                                                     ...