venerdì 30 agosto 2024

STEFANIA ANDREOLI

 




Stefania Andreoli, psicoterapeuta e scrittrice, nel suo ultimo libro “Io, te, l’amore” esplora le relazioni di giovani e adulti. Le generazioni si intrecciano tra responsabilità e ansia, tra aspettative e paure.

Nell’intervista a SkyTg24 l’esperta ha parlato anche della “grande contraddizione della famiglia contemporanea".



domenica 18 agosto 2024

NASCOSTA AL MONDO






" Nascosta al Mondo " Otto quadri con i quali si racconta una storia basata sul fenomeno "Hikikomori ". È il terzo capitolo di un piu' vasto progetto di fotografia etica iniziato nel 2023. Interamente prodotto da me , da Rossana Ghigo modella commentatrice e Rajani Sharada assistente e parte teorica. Il progetto si è concretizzato nelle sale del Palazzo Guarnieri , messe a disposizione gentilmente dal Circolo Parasio Imperia

Arquà Walter Arti Tradizioni e Fotografia del Ponente .
Le prigioni più inespugnabili sono quelle invisibili. E alcune prigioni si tramutano fisicamente in uno spazio delineato, nel confine delle mura della propria stanza o abitazione. Auto isolarsi dal mondo, non mostrarsi agli altri, e nemmeno a sé stessi. Le pareti, infatti, diventano lo specchio di un rifiuto delle relazioni sociali, un rifugio che appare rassicurante e riconoscibile. Unico cordone verso la vita ordinaria, unico contatto a un “tu” rifuggito, oltre alla cerchia famigliare è l’uso di internet e dei social, finestra da cui spiare il mondo. Nel nido-carcere si cerca, invece, un vuoto sordo, un’immobile quiete anestetizzante, un altrove senza l’altro. In questo percorso fotografico il dramma del fenomeno sociale hikikomori viene mostrato in maniera intesa e lacerante, il fotografo imperiese Water Arquà indaga in modo viscerale i luoghi della solitudine, solitudine ossessivamente cercata dal soggetto e però non trovata del tutto. L’ambiente domestico è poco definibile, l’oscurità diventa occasione per mostrarsi, rendere visibile il tormento che raggiunge momenti di disperazione. In tale realtà dilaniante auto-creata e che appare irreversibile, in cui il soggetto è al tempo stesso vittima e carnefice, sorgono tuttavia dei segnali, dei barlumi di dolcezza e di flebile speranza. Tale lavoro fotografico è un esempio di come l’arte riveli e disveli significati e interpretazioni che travalicano la parola, anticipandola. Sono parole di Francesca Pilade.



venerdì 16 agosto 2024

UN MESSAGGIO DI AMORE




Mi è arrivato un messaggio splendido.

"Quando noi genitori navighiamo nel buio, durante la tempesta, cerchiamo di scorgere la luce di un faro. Cerchiamo di fare i genitori.
Comprendere il ritiro, la rinuncia, la paralisi del proprio figlio è imparare una nuova lingua. Una lingua della minoranza.
Succede perché fuori si sta male. Molto male. Tanto male da fare scegliere ad un ragazzo di non uscire, non affrontare ciò che lo aspetta fuori. È un dolore immenso, paralizzante, che blocca lo sviluppo evolutivo e non fa spiccare il volo. Il corpo si blocca. La causa prevalente è la pressione sociale del rispetto di standard elevati, pressione che si interiorizza talmente tanto da diventare la TUA pressione, sei tu che in qualche modo diventi carnefice di te stesso.
L'emozione madre è la vergogna, l'inadeguatezza.
Troppa sofferenza sociale e, di fronte a questa sofferenza, la società, anziché aiutare, fa ancora più pressione e così noi genitori la facciamo sui figli. Andiamo alla ricerca di una diagnosi che prima o poi si trova, come le malattie quando si fanno tac e risonanze. E questo, finalmente, spiega perché i nostri figli sono socialmente inadatti. Noi sappiamo solo giudicarli. Dobbiamo stanarli e normalizzarli per tornare ad essere genitori normali.
Noi invece abbiamo deciso che possiamo lavorare su di noi. Sulla comprensione profonda di ciò che avviene. Possiamo cambiare lo sguardo. Possiamo cambiare il modo in cui viviamo, parliamo. Possiamo ascoltare. E dare fiducia.
La società ci dice: No, non è possibile, non puoi stare con le mani in mano mentre tuo figlio butta via gli anni migliori della sua vita.
No, fermi no, ma avere bocca piccola e orecchie grandi. Ascoltare con il cuore. Parlare poco e senza giudizio e con benevolenza. Ascoltare i segnali che dicono che ci sono aperture e lì essere presenti.
Smetterla di ripetersi perché è accaduto proprio a mia figlia?
Un genitore troppo presente che cerca di riuscire a colmare il vuoto lasciato dall'altro genitore, sensibilità particolare della ragazza, eventi traumatici, contesti educativi giudicanti... Una volta compreso questo, andiamo oltre, le cause, una volta apprese, a poco servono. I genitori devono imparare la lingua dei figli.
Ma è difficile!
Si è difficile, ma ne vale davvero la pena!"


venerdì 2 agosto 2024

UNA TURANDOT TECNOLOGICA




 Una “Turandot” tecnologica, che attraverso la storia della Principessa di Gelo esplora il fenomeno degli hikikomori, giovani che si ritirano volontariamente dalla società e dai contatti umani reali per vivere in un mondo virtuale, apparentemente protetto. È il nostro nuovo allestimento del capolavoro di Puccini, con la regia di Francesco Micheli, la direzione di Donato Renzetti e tante grandi voci.

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PUCCINI: “TURANDOT”
25, 28 luglio; 2, 4, 6, 8, 10 Agosto
Terme di Caracalla, Teatro Grande
Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21
DIRETTORE: Donato Renzetti
REGIA: Francesco Micheli
MAESTRO DEL CORO: Ciro Visco
PROGETTO SCENOGRAFICO: Massimiliano e Doriana Fuksas
COSTUMI: Giada Masi
VIDEO: Luca Scarzella, Michele Innocente, Matteo Castiglioni
MOVIMENTI COREOGRAFICI: Mattia Agatiello
LUCI: Alessandro Carletti
DRAMMATURGIA: Alberto Mattioli
PERSONAGGI E INTERPRETI
TURANDOT: Angela Meade / Lise Lindstrom (6, 8, 10 Agosto)
CALAF: Luciano Ganci / Brian Jadge (25, 28 Luglio) / Arsen Soghomonyan (10 Agosto)
LIÚ: Maria Grazia Schiavo / Juliana Grigoryan (2, 6, 8, 10 Agosto)
L’IMPERATORE ALTOUM: Piero Giuliacci
TIMUR: Alessio Cacciamani
PING: Haris Adrianos
PONG: Marcello Nardis
PANG: Marco Miglietta
UN MANDARINO: Mattia Rossi*
PRINCIPE DI PERSIA: Giuseppe Ruggiero / Giordano Massaro (25 luglio e 2, 6 e 10 Agosto)
* DAL PROGETTO “FABBRICA” YOUNG ARTIST PROGRAM DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA CON LA PARTECIPAZIONE DELLA SCUOLA DI CANTO CORALE
NUOVO ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA


venerdì 26 luglio 2024

PRESENTAZIONE DEL LIBRO L'ASSORDANTE RUMORE DI UNA FOGLIA CHE CADE

 



Oggi, in una sala gremitissima del comune di Aosta, si è svolta la prima presentazione del libro di Monica Gorret: L'assordante rumore di una foglia che cade

Sono stati tutti meravigliosi 

In primis mi ha stupito il sindaco di Aosta che ha presentato il problema del ritiro scoiale meglio di un bravissimo psicologo 

L'assessora Titti Forcellati ha fatto da coordinatrice dell'incontro ponendo le giuste domande all'autrice e all'editore 

Monica Gorret è dolcissima. Quando ha detto che Nicole, la ragazza hikiki del libro è andata a stare dai nonni che hanno attuato le buone prassi, ho pensato alla nostra fantastica nonna Santina 

Complimentissimi al fantastico editore Echos Group Italia che ha avuto anche un bel coraggio a pubblicare un libro così bello, ma che tratta un argomento molto difficile 

Adorabile Marco, il ragazzo che ha letto dei brani del testo 

Infine che dire del fantastico pubblico così numeroso e così attento. Al termine una ragazza mi è venuta a dire che farà la sua tesi sul ritiro sociale 

Ringrazio tutti e mi complimento con tutti per aver approcciato al problema nel migliore dei modi. Bravi! 

L'ASSORDANTE RUMORE DI UNA FOGLIA CHE CADE

Echos edizioni





Aosta non è insensibile al problema del ritiro sociale già da tempo. Nel novembre 2022 ci aveva regalato un fantastico convegno promosso da Lucia Poli con la Cooperativa sociale Noi e gli altri

Aosta per Hikikomori Italia e Hikikomori Italia genitori








Durante la presentazione del libro "L'assordante rumore di una foglia che cade" ho preso tantissimi appunti e ve ne riporto alcuni
Bravissimo il sindaco che ha parlato meglio di uno psicologo e ha detto che il tema del ritiro sociale è un tema che riguarda tutti noi, nessuno escluso. Nell'adolescenza siamo pronti per sbocciare, ma è facile che arrivi un dolore e ci colpisca proprio nel momento di maggiore fragilità. A quel punto o hai la forza di reagire o diventi prigioniero di questo disagio perchè ti mancano gli strumenti per affrontarlo ed è proprio li che questo libro vuole andare ad aiutare
L'assessora che ha condotto l'incontro ha giustamente detto che il fenomeno del ritiro è un problema che coinvolge l'intera famiglia e Nicole, la protagonista del libro dice: "Non sono io che sbaglio ma chi mi mette in questa condizione"
E' stato ancora detto.. questo libro è un percorso terapeutico che è servito all'autrice per rigenerarsi da blocchi del passato e servirà sicuramente a chi lo legge
Il figlio dell'autrice ha chiesto alla mamma di continuare a scrivere di Nicole in un secondo libro per dare speranza alle famiglie hikiki
Bravissimi tutti!
Lina





Ieri è stata, per me, una giornata molto emozionante ed intensa. Non sapevo cosa aspettarmi e come comportarmi. E non sapevo se ci sarebbe stata gente e se qualcuno fosse interessato a quello che avevo da raccontare.
Invece il salone Ducale era pieno di persone, giovani e meno giovani, ed erano tutti molto attenti. E a tratti, mi è parso, anche emozionati.
Vorrei ringraziare tanto il @ComunediAosta che mi ha permesso di vivere questo momento, il Sindaco, con le sue parole sentite e molto attente nei riguardi di un argomento così delicato, e l'assessora Titti Forcellati, sempre molto sensibile e piena di energia positiva.
Ma devo ringraziare anche Marco, che ha letto i brani del mio libro rendendoli così intensi e belli che stentavo a riconoscere le mie parole. E poi Ezio e Sara, per le loro foto e la loro pazienza, alcuni genitori o rappresentanti degli Hikikomori, anche arrivati da Torino per assistere alla presentazione. I miei amici/che e colleghi/e, sempre simpatici e pronti a farmi sorridere anche se ero tesissima. E i miei "ragazzi", che con mio marito mi sostengono sempre, anche in quest'ultima follia. E per ultimi, ma non ultimi di certo, il mio editore (Echos Edizioni) e tutto il suo staff, soprattutto Samanta, che da qualche mese mi supporta e sopporta con pazienza e professionalità.
L'argomento è complesso e delicato, ma ora questo mio progetto è partito ed è anche questo un modo per parlarne, un modo per far conoscere problemi e situazioni spesso nascosti o evitati. E spero, nel mio piccolo, di poter aiutare qualcuno, nell'unico modo che conosco: scrivendo storie.
Grazie a tutti! ❤️







Ho letto in 5 giorni L'ASSORDANTE RUMORE DI UNA FOGLIA CHE CADE di Monica Gorret e l'ho trovato divino
Prima di tutto mi è piaciuta la forma in cui scrive la scrittrice, perchè è dolce ma accattivante e scorre come un bellissimo ruscello di montagna
La storia di Nicole è la storia di qualunque ragazzo ritirato non al terzo stadio e tutto collima con le nostre storie vere
Non vorrei spoilerare ma qualcosa lo riporto
Pensandoci ora dopo 4 anni posso dire con estrema certezza di essermi salvata la vita. Puo' sembrare una follia lo so, soprattutto oggi in questa moderna società dove si vive solo per essere notati, visti, accettati. Dove l'apparire ha scavalcato l'essere e il rumore e la mediocrità sono diventati imperanti ...
Le ferite pian piano guariscono, ci si disinfetta, esistono creme cicatrizzanti, cerotti, pastiglie antibiotiche o antidolorifici. Altri dolori invece, quelli che ti schiacciano il cuore e ti stritolano il cervello come morse giganti, quelli non passano mai!
Mi è piaciuta la pag.72 dove si dice esattamente come trattare le persone in difficoltà
Il capitolo che mi è piaciuto di più è quello del ragnetto in camera e quello che mi ha scioccato di più è quello del dopo luna park
Consiglio questo libro a tutti i genitori, sia che abbiano figli ritirati che no, perchè sono messi ben in luce gli sbagli dei genitori e come i nonni hanno saputo ovviare a quegli sbagli
Brava Monica Gorret! Il tuo messaggio di amore arriva forte e chiaro!
Lina


mercoledì 24 luglio 2024

L'ASSORDANTE RUMORE DI UNA FOGLIA CHE CADE

 





La simpaticissima Titti Forcellati, assessore (o assessora?) alle politiche sociali nel comune di Aosta, ha organizzato un incontro con la scrittrice Monica Garret che ha scritto un libro in cui si parla della storia di una ragazza hikikomori 
Ci vediamo quindi tutti il 26 luglio 2024 alle ore 17.30 nel Salone ducale di Aosta 

Nicole è una giovane donna, appena uscita dall’adolescenza, ma con una vita già carica di vissuti dolorosi, a partire dal difficile rapporto con i genitori (fortunatamente compensato dai nonni), fino ad arrivare alla violenza sessuale subita da giovanissima e al non saper più come interpretare i segnali del proprio corpo e delle altre persone. La classica goccia che fa traboccare il vaso la spinge a chiudersi in casa, anzi, nella vecchia camera da letto della zia, in casa dei nonni, e diventa come gli “Hikikomori”, giovani che si auto-recludono nelle loro stanze da letto e si isolano, per anni, dal mondo esterno, con tutte le conseguenze che ne derivano. A differenza dei suoi “cugini” giapponesi, però, i motivi che la spingono a “murarsi viva” sono differenti e, solo grazie ad una estrema presa di posizione del nonno, preoccupato per lo scorrere inesorabile degli anni, Nicole decide di intraprendere un percorso di introspezione e di sostegno tramite psicoanalisi, che la aiutino ad uscire dall’isolamento. Analizzando i problemi che l’hanno traumatizzata al punto di non voler più contatti col mondo esterno (problemi e situazioni che tanti giovani potrebbero incontrare lungo la strada che li porta a diventare adulti, compreso il complicato rapporto col proprio corpo e la propria accettazione di genere), Nicole cerca di trovare il modo giusto per superarli, ma ciò che spera di capire è soprattutto il perché, forse, dovrebbe provarci e usci-re nuovamente nel mondo. Per tornare a vivere.



TRASLOCO

                                CI SIAMO TRASFERITI QUI                                                                                     ...